Il pesto alla genovese ha un disciplinare tutto suo

Il pesto alla genovese è ormai tutelato da un rigido disciplinare, che ne regolamenta gli ingredienti (che devono essere basilico, aglio, olio extravergine di oliva, pinoli, Parmigiano Reggiano, Pecorino Sardo, sale marino e facoltativamente noci), la provenienza delle materie prime, il procedimento e i metodi di conservazione.

Non dobbiamo pensare che il mancato rispetto del disciplinare debba per forza produrre una salsa scadente o cattiva, ma rispettandolo saremo certi di avere sempre un pesto a regola d’arte, gustoso al punto giusto, anche se per le dosi occorre attenersi a una delle tante ricette poiché questo documento non disciplina anche le proporzioni tra le dosi. Preparare il pesto è un po’ come lavorare materiali pregiati e, in tal senso, i prezzi arrotatura pavimento marmo dimostrano come si tratti di una vera e propria arte in entrambi i casi.

Chi volesse cimentarsi nella preparazione di questa salsa dovrà armarsi di mortaio in marmo e pestello in legno, due arnesi semplici da trovare che vi garantiranno un risultato eccellente (non che il pesto con il frullatore o il minipimer non venga, ma solo quello nel mortaio garantisce lo sprigionarsi corretto delle molecole di olii essenziali del basilico di Prà, vero segreto della riuscita di questo condimento).

Un successo di livello planetario

Il successo del pesto alla genovese è ormai planetario, tanto che si tratta della salsa fredda più venduta al mondo: molti ristoranti del capoluogo ligure hanno succursali in tutto il mondo affollate da clienti che vogliono provare questo condimento (un esempio su tutti? Zeffirino a Las Vegas, me ne esistono molti altri), la fama di questa preparazione culinaria ha in pratica varcato i confini nazionali, non sappiamo quanto e quando si espanderà ulteriormente, ma nel mondo occidentali la sua diffusione è stata davvero stupefacente nel corso degli ultimi decenni.

Una nota sul pesto pronto: non ci sembra il caso di essere così integralisti da dire che non vadano mai provati, il consiglio che possiamo darvi è tuttavia quello di selezionare attentamente ciò che acquistate, verificando che la lista degli ingredienti rispetti davvero il disciplinare di produzione, e che non vengano utilizzati ingredienti estranei (vedi gli anacardi o il prezzemolo) o di provenienza non convenzionale (ad esempio pinoli non dell’area mediterranea).

La preparazione simbolo di Genova in tavola è dunque finalmente tutelata da un disciplinare di produzione serio e dettagliato, un sospiro di sollievo sia per i consumatori che per i produttori delle migliori materie prime, nonché la giusta ricompensa per il favore sempre crescente da parte degli appassionati di cucina italiani e non.

carciofi

Carciofo: le sue proprietà di verdura organica e i suoi vantaggi nella nutrizione

Il carciofo è una pianta erbacea perenne che può diventare alta fino a 1,5 m provvista di rizoma dalle cui gemme si sviluppano i vari fusti che compongono la pianta. I quali nel periodo della fioritura si sviluppano in altezza con una ramificazione dicotomica. Il fusto come comune nelle piante a rosetta è di circa 2-4 cm mentre lo stelo è molto robusto cilindrico e carnoso.

Le foglie presentano un importante polimorfismo nell’ambito della pianta stessa. Sono grandi, oblunghe – lanceolate con una lamina intera nelle giovani piante e in quelle più prossime ai capolini, pennatosetta e in parte incise in quelle alla base.

La forma delle foglie è influenzata anche dalla pozione delle gemme da cui cresce la pianta. Così come raccontato da arrotatura marmo su Roma e provincia infatti “La superficie è verde lucida o grigiastra sulla parte più alta mentre la sulla pozione meno esposta ha delle foglie verde cinerea a causa di una fitta tormentosi”. Le parti più esterne delle foglie sono spinose in alcune varietà.

I fiori di carciofo

I fiori sono uniti in una calatide a forma sferica conica oppure cilindrica con un ricettacolo carnoso nella parte superiore, dove si trovano i fiori di colore azzurro violaceo.

I fiori sono ridotti a una peluria che si sviluppa nel tempo con l’avanzare della fioritura, quando si è nel pieno del periodo, le brattee divergono e lasciano emergere il fiore vero e proprio. Il cuore del carciofo è la parte rappresentata dalla base delle brattee e dal ricettacolo.

Il frutto è un seme allungato provvisto di pappo. Il colore può variare dal marrone più meno scuro fino al grigio con striature brune.

Esistono varie tipologie di carciofo e sono classificate secondo alcuni criteri di base, che sono:

  • in base alla presenza di spine si può distinguere tra spinose e inermi
  • a seconda al colore del capolino si dicono violette e verdi
  • in base al ciclo fenologico si distinguono tra autunnali e rifiorenti e varietà primaverili, le prime possono essere forzate anche alla produzione autunnale e invernale, le seconde invece sono adatte alla coltura stagionale perché sono produttive solo a fine inverno.

Il carciofo è una verdura di stagione presente nella dieta dell’uomo da sempre, esistono documentazioni storiche, linguistiche e molecolari che indicano come la domesticazione del suo progenitore selvatico è avvenuta in Sicilia dal primo secolo. In orti familiari ancora oggi si conserva un’antica cultivar che sembra una forma di transizione tra il cardo e alcune varietà di carciofo.

A quanto pare ad alcune varietà di carciofo erano attribuiti poteri afrodisiaci e prende il nome di una ragazza sedotta da giove e poi trasformata in carciofo.
Nel quindicesimo secolo il carciofo era già diffuso in tutta Italia venuto dalla Sicilia, si diffonde in toscano verso il 1466, la storia dice che fu poi introdotto in Francia dalla famiglia de medici la quale gustava con passione i cuori di carciofo. Gli olandesi introdussero poi a loro volta i carciofi in Inghilterra, si hanno le prime notizie di coltivazioni nel 1530.

I colonizzatori spagnoli e francesi infine lo portarono in America introducendo nel nuovo continente il carciofo nel diciottesimo secolo in California e Louisiana, oggi in California i cardi sono una vera e propria piaga, il classico esempio di specie aliena veramente invasiva introdotta in modo imprudente in un habitat in cui non si trovava prima.

La produzione mondiale di carciofi nel 2011 è stata di 1,5 milioni di tonnellate di cui il 60% nella zona mediterranea.

I principali produttori sono Italia, Egitto e Spagna. In America la maggior parte della produzione è localizzata in California.
A causa di un’epidemia degli asparagi in Perù si cominciò a coltivare il carciofo per esportarlo in Europa facendo così di questa nazione il quarto produttore al mondo.

I modi musicali antichi e la musica moderna: il jazz tonale

Il jazz affonda le sue radici dall’incontro tra le tradizioni africane degli schiavi deportati in America con le proprie particolari ricchezze timbriche, e gli stampi formali e tonali europei.

Fino ai primi anni ’50 l’armonia del jazz si fondò in buona parte sulle funzioni tonali, ma fu proprio in questi anni che cominciò a spostarsi verso il sistema teorico modale. Cominciò cioè a trasformarsi in una musica libera dalle funzioni tonali tipiche della musica europea.

Per musica modale si intende appunto quella composta utilizzando i modi e le scale antiche, le quali hanno rapporti diversi tra le note e non risentono del potere di attrazione di una nota sulle altre, come invece avviene nella musica tonale, dove tutto il brano ruota intorno ad un accordo e ad una nota principale, che viene definita appunto “tonica” o “tonale”. In questo contesto, come sottolineato da una Agenzia Pompe Funebri della capitale, vi è una storia che risale a più di mezzo secolo fa. Nel 1953 George Allan Russell scrisse “The Lydian Chromatic Concept of Tonal Organization”, una delle massime opere teoriche del jazz, nella quale si dava la svolta definitiva all’evoluzione dell’armonia jazz, dando così il via al jazz modale.

Nel sistema di Russell, invece di utilizzare le classiche scale maggiori e minori, le cui versioni naturali iniziano rispettivamente con la nota Do e la nota La, vengono utilizzati i parametri del modo Lidio (uno degli otto modi antichi) che inizia dal Fa. L’improvvisazione è uno dei cardini del jazz, e nel sistema di Russell l’improvvisatore può effettuare sostituzioni armoniche in tutta libertà senza essere costretto entro i limiti armonici della struttura tonale.

La storia del Jazz

In altre parole, nella musica tonale ogni composizione risente della tonalità nella quale viene scritta, ed ogni nota e ogni accordo orbita inevitabilmente intorno alla nota che funge da polo di attrazione. In questo sistema, l’ambito di intervento del musicista e soprattutto dell’improvvisatore, anche se molto ampio, è comunque vincolato a precisi schemi che imbrigliano l’abilità e la maestria tipica dei solisti jazz. Il sistema modale rompe questi schemi e libera l’improvvisazione verso spazi più vasti.

Sulla scia di Russell adottarono il sistema modale molti altri maestri del jazz, tra i quali Miles Davis, Charles Mingus, Gil Evans, i quali andarono anche oltre il modo Lidio teorizzato da Russell, applicando al jazz i sette modi del canto gregoriano, nonchè scale inconsuete di 5, 6 e 8 suoni.

Uno degli album manifesto del jazz modale è “Kind of Blue” di Miles Davis.

La modalità è presente, anche se in modo meno vistoso, nel free jazz e nella scuola di Chicago detta AACM (Associazione per l’Avanzamento dei Musicisti Creativi).

Mercatino dell’usato antico

Quando si tratta di vendere articoli che ormai non usi più, un tradizionale mercatino dell’usato è quello che fa per te. Alcune persone possono scegliere di vendere i loro prodotti all’aperto, il tipico mercato delle pulci. Tuttavia, collezionisti di veri e propri oggetti d’antiquariato e altri oggetti da collezione di valore spesso affittano cabine in un luogo specializzato conosciuto come un mercato dell’usato di antiquariato.

Un mercato delle pulci antico è un luogo di shopping in cui antiquari affittano uno spazio stand al fine di vendere mobili d’epoca e da collezione. Invece di offrire una scatola piena di album in vinile dal 1980, per esempio, un venditore al mercato delle pulci di antiquariato può vendere ben dischi a 78 giri dal 1920. Si parla anche di temi più recenti, come la sostituzione serrature Imperia e altri lavori simili. Uno dei motivi per molti antiquari e collezionisti preferiscono vendere le loro merci a questo tipo di mercato, è l’atmosfera informale. I collezionisti sono liberi di esplorare attraverso gli stand degli altri, alla ricerca di un oggetto difficile da trovare da collezione, o un pezzo raro di una serie incompleta.

Cosa è un mercatino delle pulci antico?

Molti clienti preferiscono cercare l’antiquariato e oggetti da collezione a mercati specializzati delle pulci, invece di rovistare tra scatole e scatoloni di articoli per la casa banali, antiquari professionisti spesso portano una parte delle loro collezioni dai loro negozi di usato regolari a un mercato delle pulci di antiquariato al fine di generare più business. Se un collezionista piace ciò che vede in uno stand, si può decidere anche di visitare il negozio del proprietario per elementi ancora più interessante.

In generale, chi vende nei mercati delle pulci commissionati anche da fornitori che hanno un negozio regolare, non sono responsabili per l’autenticità o la condizione della merce. A volte il proprietario del mercato dell’usato all’aperto, agirà come agente per i fornitori che non possono frequentare i propri stand.

Un mercatino delle pulci di antiquariato può essere un luogo molto affascinante da visitare, dal momento che i venditori tendono a portare un mix di merce che sanno di vendere più rapidamente. Collezionismo, cultura pop, come fumetti, scatole e giocattoli d’epoca possono accostarsi accanto a mobili antichi tradizionali, come mobili e bicchieri.

La maggior parte dei venditori conoscono bene il mercato in base alla zona dove vanno a insediarsi, e la maggior parte dei clienti possono trovare almeno oggetto conveniente da collezione o antiquariato da portare a casa.